

"Ora poichè nella scuola passano tutti gli italiani è necessario che essa in tutti i suoi gradi sia intonata a quelle che sono oggi le esigenze spirituali, militari ed economiche del paese"
e così fu,la scuola diventò uno dei luoghi privilegiati dove plasmare il fascista del futuro sotto il motto "Libro e moschetto fascista perfetto". Bambini e bambine garfagnine vennero inquadrati fin dalle elementari in organizzazioni di tipo paramilitare,per
questo nel 1926 venne istituita per i ragazzi l'Opera nazionale Balilla che aveva carattere parascolastico e come detto paramilitare: con essa si intendeva "dare l'assistenza e l'educazione fisica e morale, ai giovani dagli 8 ai 18 anni. Impartire l'educazione religiosa, spirituale e culturale, lo sport, l'educazione militare e professionale."L'O.N.B fu divisa per età e sesso:I ragazzi furono ripartiti ne i Figli della Lupa (6-8 anni),Balilla (9-10 anni),Balilla moschettiere (11-13 anni) e
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Balilla |
-La mattina a scuola la prima cosa che si faceva era la preghiera e dopidichè immediatamente si urlava tutti insieme salutando romanamente - W il Duce !!!-.
Ascoltando i ricordi della gentile signora Natalina chiudendo gli occhi sembra di vivere quei momenti:
-Nell'ingresso della scuola c'era una campana appesa alla parete che suonava sia l'entrata che l'uscita.L'entrata suonava due volte poi il portone veniva chiuso e chi arrivava in ritardo doveva tornare a casa.-
Ogni scuola piccola o grande che fosse doveva obbedire alle direttive che venivano da Roma per quanto riguarda perfino l'arredo stesso,la dotazione infatti prevedeva:il crocifisso, i
ritratti del re e del duce,la bandiera e il bollettino della vittoria della prima guerra mondiale, poi i cartelloni per l'insegnamento, gessetti, lavagne in ardesia e carte geografiche che dovevano servire sopratutto per appuntare con gli spilli l'avanzata dell'esercito italiano in Africa e non poteva mancare nelle scuole più grandi come quelle di Gallicano,Castelnuovo,Barga l'altoparlante collegato alla radio attraverso il quale era possibile ascoltare i discorsi del duce e sempre a proposito di arredamento e dotazioni varie sempre Natalina ci spiega come andava a scuola
- A scuola mi accompagnava la mamma, a quel tempo non c'erano i pulmini mi facevo a piedi cinque chilometri ad andare e cinque a tornare.Il banchino era a due posti, il piano era inclinato e sotto c'era l'appoggia piedi,sul piano c'erano due fori dove si metteva il calamaio che conteneva l'inchiostro. Com'era il mio astuccio !? Il mio astuccio era una scatolina di legno con un coperchio che scorreva dentro delle guide e ci tenevo la penna che era un'asticciola di legno dove inserivo i pennini,un lapis e una gomma e siccome la gomma cancellava male e lasciava segni sul quaderno prendevamo allora della mollica di pane ci facevamo una pallina e con quella potevamo cancellare meglio il lapis.-
Non si usavano zainetti, ma borse di tela o di pelle, a seconda delle possibilità delle famiglie oppure si tenevano legati i libri con un elastico.Per la gioia di tutti i bambini e nonostante che si
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Libro di testo II ELEMENTARE |
- Appena finita la scuola la prima cosa che dovevo fare era mangiare e poi subito di corsa dal babbo,dovevo aiutare nei campi, "governare" le bestie e guardare i miei fratelli più piccoli e...anche quelli più grandi,quando mi rimaneva tempo e se mi rimaneva facevo i compiti,gli unici giorni di festa piena erano tutte le feste religiose, per le altre se non si andava a scuola si lavorava a casa...preferivo andare a scuola-
Croce e delizia erano e sono le pagelle:italiano, matematica, storia ma nel 1940 oltre alle classiche materie dovevamo aggiungerci:disegno e bella scrittura,ortografia,cultura fascista,lavori donneschi (per le femmine) e manuali (per i maschi), igiene e cura della persona. Come abbiamo visto era tutto incentrato sul duce e il fascismo, perfino la declinazione dei verbi era incentrata su questo culto della persona, da dei libri di testo infatti si legge:"io amo Benito Mussolini,tu ami Benito Mussolini,egli ama Benito Mussolini, noi amiamo Benito Mussolini , voi amate Benito Mussolini..." e così via, e i problemi matematici? Leggete un po'questi tratti da dei quaderni di una III elementare di Gallicano nel 1940:

2) La corazzata «Vittorio Veneto» è armata con 9 grossi cannoni, con 12 di medio calibro, 12 di piccolo calibro e 20 mitragliere. Quante armi sono pronte sulla possente nave?
Infine voglio chiudere con una bellissima testimonianza della signora Lidia che al tempo frequentò le elementari anche lei a Gallicano. Una testimonianza struggente che non lascia spazio alla parole,ma a una profonda riflessione:
-Ho frequentato la scuola dal 1933 al 1937-38. A causa di una malattia, non ho potuto finire la quinta. Non ricordo con piacere il periodo scolastico perché le maestre picchiavano. Mi ricordo che partivo da casa con un grembiule nero (o con la divisa quando c’era ginnastica, come dettavano le leggi fasciste) e percorrevo i due chilometri che separavano la mia casa dalla scuola a piedi.
A scuola mi aspettavano le maestre e poche materie: italiano, storia, geografia, scienze e matematica,ma per me erano anche troppe. Mi ricordo che i compiti erano molti, ma non li facevo perché andavo a lavorare nei campi.I miei genitori criticavano la scuola, perché non lasciava lavorare i figli in campagna e quindi
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Una scolaresca femminile negli anni 40 la terza da destra è la mia mamma |
Così era sui banchi del regime...